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Racchette
in...luoghi nelle parole
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Dal
Vado si scende, dirigendosi verso S-E., all'altopiano
detto Campo Imperiale o del Gran Sasso, di dove
(specialmente nella località detta Raccollo) monte
Corno si presenta come un immenso torrione roccioso:
Attraversato l'altopiano in tutta la sua lunghezza,
lasciando a destra il monte Paganica (2097 m.),
a sinistra i monti Prena (2561 m.) e Camicia (2570
m.), e quindi i monti Paradiso (1840 m.), Mutri
(1752 m.), Bolza (1957 m.), Carapellese (1625 m.)
e Licciardi (1700 m.), si arriva in altre 4 ore
a Castel del Monte (1311 m.; non vi sono alberghi,
ma i forestieri troveranno facilmente ove alloggiare
presso spitali famiglie. Si possono trovare sciarabbà
per Barisciano (vedi pag. 202), ove si puo' prendere
la diligenza per Aquila o per la stazione ferroviaria
di San Demetrio nei Vestini). Questo paese, di 1688
abitanti, è situato in territorio montuoso; non
è molto fertile e non abbonda di pascoli che nell'estate,
per cui gli armenti nell'inverno emigrano per la
Puglia. Il paese è privo d'acqua; per macinare i
cereali occorre andare ai molini di Capodacqua nel
territorio di Capestrano, alla distanza di 12 chilometri
circa. Nell'inverno, per potervi accedere, si è
costretti talvolta a sgombrare dalle nevi la strada.
Calascio (1180m.), grazioso paesello dominato da
una rocca a 1464 m. E' situato in luogo alpestre
ove godesi di aria sanissima. Dista circa 30 chilometri
da Aquila, 7 da Barisciano e 15 chilometri da S.
Demetrio nei Vestini. Il suo territorio produce
copiose raccolte di cereali nei campi; nei siti
montuosi è fertile in viti, gelsi, castagni, ed
abbonda di cacciagione. Conca 1410 abitanti. Fu
conceduto in feudo nel 1463 ad Antonio Piccolomini,
duca d'Amalfi, da Re Ferdinando. Carapelle Calvisio.
Al paese adduce una via a zig-zag. Queso comune
conta 1757 abitanti. E' posto presso le sorgenti
del torrente Bussi; dista circa 30 chilometri da
Aquila e 23 dalla strazione ferroviaria di Bussi.
Il suo territorio produce vino ed olio; nei luoghi
più montuosi è coltivato a pascoli. Enrico Abbate
Guida al Gran Sasso d'Italia pubblicata per cura
della Sezione di Roma del Club Alpino Italiano -
Roma 1888
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Poi per levante e ponente vi è una pianura
nominata Campo Radduro nella sommità d’altissimi
monti, la quale è lunga dodici miglia, e
in alcun luoco larga due miglia, et nel più stretto
è un miglio e mezo, dove son Fonti d’acque
buonissime e laghetti fatti dalla dette Fonti. In
tra l’altre vi è la Fonte di S.to Stefano,
e quella della Massina che ann’acqua assai e buonissima.
In questa pianura vi vengano gran quantità
di Bestiame à pascolare, massime pecore.
Dico che passano sessanta o sett’anta mila pecore
che qui vengano à pascolare. Cominciano ad
entrare il dì di San Giovanni, e vi stanno
per tutto luglio, poi bisogna partire per lo gran
Freddo che vi fa. Questa pianura trà altissimi
monti fa un bellissimo vedere. Quando i pastori
vi sono con gli animali à pascolare par d’esser’uno
esercito grossissimo à vedere tante capanne
e tante tende, massime la sera quando tutte anno
acceso i Fuochi; poi à vedere le mora di
pecore, capre, cavalle, vacche, e buovi, dico che
è cosa rarissima da vedere si come si puol
considerare nel disegno. (...)
Francesco De Marchi
“IL CORNO MONTE”
19 agosto 1573 – Cronaca della Prima ascensione
sulla vetta del Gran Sasso d’Italia effettuata dal
versante aquilano.
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Il territorio dei tre Abruzzi è per lo più
di carattere montuoso, essendo situate in queste
provincie le più alte vette degli Appennini:
il Monte Corno (generalmente chiamato il Gran Sasso
d’Italia), il Terminillo e il Velino nell’Abruzzo
Ulteriore II, e la Maiella nell’Abruzzo Citeriore.
Di questi il Monte Corno ha un’altezza di 9577 piedi
sul livello del mare; il Terminillo di 6597; il
Velino di circa 7000; la Maiella di 8000. (...)
Edward Lear "Viaggio
Illustrato nei Tre Abruzzi (1843-1844)"
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(...) Lo scenario che nasconde
il Gran Sasso ad occidente è nell’insieme
uno spaccato montuoso senza elementi caratteristici,
dai lati informi e monotonie dalla vetta così
ampia e pianeggiante da ospitare un ippodromo. A
sud della nostra vetta le montagne scendevano bruscamente
verso l’Adriatico in ripidi versanti boscosi. Sull’altro
lato la doppia catena produceva un effetto particolare.
Il viaggiatore che ha percorso le lunghe mulattiere
a zig zag che conducono da Isola al cuore dell’Abruzzo,
si trova sull’orlo di un grande bacino riservato
al pascolo, il Campo Imperiale citato nelle cartine
, il quale è situato a solo pochi centinaia
di piedi sotto di lui ed è circondato nel
lato opposto da una seconda cresta che deve essere
attraversata prima di iniziare la vera discesa.
Sopra questo altopiano la neve giaceva a spessi
strati. (...)
Douglas William Freshfield
"Il Gran Sasso d’Italia" – tratto da "The Alpine
Journal" – Londra 1878
“Sul Gran Sasso d’Italia – Le ascensioni dal 1573
al 1913” – volume III – Andromeda Multimedia Editrice
1994
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(...)
Dallo sprone che unisce il monte della Portella
al Corno Grande se ne stacca verso est un altro,
il quale abbassandosi forma il passo detto Vado
di Corno (1962 m.), e quindi nuovamente elevandosi
continua con una lunga cresta di monti, le cui vette
più rimarchevoli sono il monte Brancastello
(2387 m.), il monte Infornace (2311 m.), il monte
Prena (2566 m.), il monte Camicia (2570 m.), e il
monte Siella (2570 m.). Al disotto di questa cresta
a sud si stende il vastissimo altipiano denominato
Campo Imperiale, o Imperatore del Gran Sasso, della
media elevazione di 1800 metri. (...)
Enrico Abbate “Guida
al Gran Sasso d’Italia"
Sezione di Roma del Club Alpino Italiano, Roma 1888
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(...)
La vallata di Campopericoli è una delle più
amene che si incontrano alle falde del Monte Corno.
Essa forma un ampio bacino circondato dal Monte
Grillo a destra, dalla Portella di
fronte e quindi dal Campo dell’Imperatore (volg.
Campradore) e dal Monte Corno a sinistra. La Portella
segna il limite tra la Provincia aquilana e la teramana,
e nel mezzo di questo Monte, proprio di fronte alla
valle, si apre nella roccia il Passo della Portella
(2256 m) un valico tra le due Provincie, come una
porta, onde il nome del monte. (...)
Federico D’Amato
“Ascensioni sul Monte Corno – seconda ascensione”
27-28 maggio 1888
"Sul Gran Sasso d’Italia – Le ascensioni dal 1573
al 1913" – volume III – Andromeda Multimedia Editrice
1994
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(...) Per un tratto cavalcammo
lungo un sentiero quasi pianeggiante, coperto d’erba
bassa e verde e di una pianta con le foglie simili
a quelle dell’armeria, da entrambi i lati c’erano
masse di minuscole digitali bianche e di alte genziane
gialle, Giungemmo poi su un ripido argine che conduceva
al vasto letto di un fiume in secca e dal lato opposto
si estendeva Pian d’Emparatore. (...)
L’arciprete ci raggiunse e ci inoltrammo nel piano
insieme. Lontano, di fronte a noi, c’erano l’immensa
catena montuosa e il Gran Sasso, a sinistra le verdi
colline che racchiudevano il piano da quel lato
e, dalla parte opposta, a circa quindici miglia
di distanza, scorgemmo la foresta. L’arciprete era
molto impaziente di farci vedere i pastori che facevano
la colazione del mattino, prima di separare le greggi
e partire per i verdi pendii dove avrebbero trascorso
la giornata. Quelli però avevano fatto colazione
prima del solito ed erano ormai lontani, alcuni
attraverso il piano, altri salivano sul fianco delle
colline, con greggi che andavano dalle duecento
alle trecento pecore (...)
A Pian d’Emparatore si allevano muli e cavalli che
vengono lasciati crescere allo stato brado per tre
anni, dopodiché vengo presi al laccio. (...)
La pianura dove si allevano gli animali è
di circa dieci miglia quadrate ed è anche
l’unico luogo degli Abruzzi dove si trova il foraggio,
che è un’erba bassa e di scadente qualità.
(...)
Estella Canziani
"Attraverso gli Appennini e le Terre degli Abruzzi"
1928
Edizione Andrea Livi Editore – Fermo 1996
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Campo
Imperatore potrebbe benissimo essere Tibet. Ricorda
la pianura sconfinata di Phari Dzong, a 4200 metri.
Sulla via tra l’India e Lhasa.
Fosco Maraini
1933
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(...) La Stazione, l'Albergo
e la graziosa chiesetta della Madonna della Neve
formano il centro turistico del Gran Sasso d'Italia,
posti come sono nel cuore del grandioso gruppo montano.
Sono situati sull'orlo occidentale del vastissimo
altipiano di Campo Imperatore, che si distende con
molli ondulazioni tra le creste rocciose delle montagne
di contorno per una lunghezza di 27 km. E una larghezza
tra i 7 e gli 8 in una lenta curva, che non impedisce
la vista complessiva, e anzi ne esalta prospetticamente
la grandiosità. È un antico fondo
lacustre, che, con il vicino altipiano di Campo
Pericoli, costituisce una delle più belle e vaste
zone sciistiche dell’Europa, con neve sciabile da
novembre a giugno. (...)
L’AQUILA E PROVINCIA
– Collana di Guide illustrate
ENIT / Ente Provinciale per il Turismo, L’Aquila
1942
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(...) La seconda parte dell’allineamento meridionale
ha inizio dopo la Sella del Monte Aquila m. 2344 c.,
allorché la dorsale, tornando nuovamente verso
E, forma il Monte Aquila m. 2498, tocca la notevole
depressione del Vado di Corno m. 1935, quindi, imponente
per dimensioni ed aspetti, s’innalza a formare il
Monte Brancastello m. 2387, il Monte Prena m. 2566
e il Monte Camicia m. 2570, fino ad annullarsi, dopo
il Vado di Siella, verso il Fiume Pescara. Al disotto
di questa imponente dorsale, si stende l’altopiano
di Campo Imperatore (denominazione che risale a Federico
II), antico fondo lacustre, lungo circa 27 km., largo
7-8, che, in uno scenario prettamente alpino, presenta
dolci declivi e vasti pianori ad un’altitudine media
di 1800 m. (...)
C. Landi Vittorj – S. Pietrostefani “Gran
Sasso d’Italia”
Centro Alpinistico Italiano/Consociazione Turistica
Italiana – Guida dei Monti d’Italia edizione 1943
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Notte ar Gran Sasso
Semo arrivati in cime e la Portella
Che già moriva lentamente er giorno
L’urtimo sole su le vette, intorno,
brillava ancora e in cime a la Macella.
Cala la notte: appare qualche stella
Ner cèlo. Su da Campo Imperatore
Er vento porta er canto d'un pastore
E, triste, er sòno de la ciaramella.
Io comincio a sognà! L’occhio, smarrito,
vaga e se posa tra 'ste cime belle
e su Campo Pericoli fiorito.
Pallide e fredde guardeno le stelle
Mentre se perde, in mezzo all'infino
Silenzio, er pianto de le ciaramelle.
Federico Tosti “Artari sotto le stelle”
raccolta di poesie dialettali e non sulla montagna
Editrice Nova Italica, 1989
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(...) Dacché il Campo dell’Imperatore, tra
la giogaia del Prena e le cortine antistanti della
Scindarella, di Costa Ceraso, del Cecc’Antonio e del
Bolza, ha una lunghezza complessiva di oltre venti
chilometri, con estrema varietà di pendii laterali,
declivi dai monti sunnominati che lo fiancheggiano:
si distende amplissimo dalla Bocchetta di Corno, metri
1962 (Vado di Corno in abruzzese) fino ai piedi della
Guardiola, metri 1500 circa, senza vegetazione, senza
tumuli, senza ostacoli. Campo ideale per le esercitazioni
e le discese d’ogni grado, è sua caratteristica
la tarda permanenza delle nevi, che resistono ancora
farinosa agli scirocchi, dal febbraio a tutto aprile.
L’accumulo di centro valle (non direi fondo, dato
l’aspetto pianeggiante di essa) permette di sciare
anche in maggio. (...)
Carlo Emilio Gadda “Le meraviglie d’Italia”
edizione Garzanti Editore, 1993
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