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E'
una sera di fine novembre 2003, quando gli accompagnatori
di alpinismo giovanile del gruppo giovanile "P.
De Paulis" si riuniscono, come tutti gli anni, per
la stesura del calendario delle attività dell'alpinismo
giovanile per l'anno 2004.
Sono
gli stessi ragazzi, con qualche anno in più, che
si erano scaldati con la minestrina di dado nel
Rifugio Garibaldi, facendolo vivere allegramente
in cambio di un pezzo di cuore.
Sono
decisi a portare una ventata di aria nuova, a variare
le attività, per avvicinare un numero sempre maggiore
di ragazzi verso un tempo libero sano ed educativo.
Tutti
d'accordo sull'estate in mountain bike proposta
da Valentina e Gianluca D.. Memorabili saranno le
loro uscite lungo il fiume Aterno, al Torrecane
o sull'Altopiano delle Rocche, sotto il sole inclemente,
alla ricerca dei rari ritagli di ombra concessi
dagli alberi alla loro strada, rigorosamente sconnessa.
Rimane
da pensare all'inverno.
A
Gianluca T. basta poter andare per le sue montagne,
con lo zaino sempre pesante allo stesso modo e storto
sulle spalle, "l'armadio dei tuoi sogni e dei tuoi
desideri", per citare Giordano, uno dei nuovi amici
del CAI di Valmadrera, che proprio quella lontana
programmazione di calendario avrebbe portato a L'Aquila
nel 2008, insieme con Giambattista, al seguito della
mostra fotografica di Gino Buscaini.
Dove,
esattamente? Campo Felice è più facilmente raggiungibile
e più "mondano", più alla portata delle famiglie,
più attrezzato. Campo Imperatore, però, ha un panorama
mozzafiato che non teme confronti.
E
allora, perché non sprofondare per un giorno, nell'immensità
silenziosa e profumata di neve del "Piccolo Tibet"
di Fosco Maraini, l'Altopiano di Campo Imperatore,
il gigante buono e assopito, scuotendola gentilmente
con un rispettoso e discreto vociare gioioso?
Così
decidono che quel manto bianco e morbido, che ricopre
e nasconde magicamente in inverno le dolci rotondità
ai piedi della Catena Orientale del Gran Sasso,
così bello da guardare da lontano, sarà altrettanto
accogliente e rilassante, per coloro che accetteranno
di allearsi con esso, gentilmente calpestandolo,
pur riconoscendone la superiorità.Con gli sci? No,
sono un mezzo troppo veloce e non per tutti. Trovato!
Le ciaspole, le racchette da neve, sconosciute sul
Gran Sasso e molto note, invece, nelle vallate dolomitiche
ed alpine in genere.
Non
nei dintorni dello storico Albergo di Campo Imperatore,
perché gli impianti di risalita e la velocità hanno
poco in comune con le ciaspole, strumenti ormai
evoluti per materiali e tecnologia, ma pur sempre
concettualmente adamitici, ed i loro tempi dilatati.
S. Stefano di Sessanio, invece, con il suo dedalo
di viuzze silenziose, rigorosamente in salita per
chi arriva, esattamente fermo come da lontano, sarà
una base logistica d'eccezione, per storia ed ambiente.
I
tre approvano. Per la bicicletta, di cui si occuperanno
Valentina e Gianluca D., c'è tempo; la "Ciaspolada"
della Val di Non, invece, è alle porte e il 5 gennaio
2004 Gianluca T. parte per andare a toccare con
mano una nuova realtà e così iniziare a studiare
per il 2005.
L'inserimento
della nuova idea nel calendario della Sezione, incontra
il parere favorevole di Felice e Bruno, accompagnatori
di escursionismo.
Adesso si tratta di pianificare con una certa precisione
le azioni e di supervisionare le attività. Chi può
farlo meglio di Massimo, accompagnatore nazionale
di alpinismo giovanile, coordinatore nato e con
un bagaglio di esperienza tecnica di tutto rispetto?
Ma come fare per far conoscere tutto questo all'esterno?
Ecco che nasce www.racchettegransasso.it, curato
da Gianluca R., che nel 2008, per dedicarsi alla
speleologia, passerà il testimone a Bruno M..
Con
la neve il paesaggio aspro, essenziale e selvaggio
di Campo Imperatore imita per una giornata le signore
del nord Italia, le grandi vallate. Qui da noi,
però, dalla neve non spuntano ogni tanto mucchietti
di dieci case con il campanile a punta, ma cocuzzoli
con la torre, come quella Medìcea di S. Stefano
di Sessanio, la patria delle stupende lenticchie
di alta montagna; o con il borgo antico di Castel
del Monte, dove deliziare il palato con il canestrato,
formaggio composto nel tipico cestino; o con la
rocca, da poco turisticamente recuperata, di Calascio,
dove primeggia il famoso formaggio pecorino; o ancora
con la ottocentesca Fonte Grande, recentemente restaurata,
di Barisciano, dove basta un piatto di "ri
tr'v'lijj", tipica minestra di piccoli granuli
di acqua e farina, per tornare al passato.
Il
percorso non si snoda tra i paesetti come nella
Val di Non, perché la posizione e la distanza tra
di essi non sono le stesse e così le condizioni
di innevamento, ma taglia l'Altopiano di candido
velluto, delimitato soltanto dal compatto cielo
azzurro delle taglienti giornate invernali.
Il
progetto è completo, le risorse umane ci sono. Si
cercano e si trovano contributi di diverso genere.
Si parte.
Da
allora la "filiera" si è andata affinando. Valentina,
Gianluca D., Massimo P. e Gianluca T., ora sono
coadiuvati da una schiera di aiutanti di pregiata
fattura, anch'essi provenienti dal team del "Garibaldi",
quando si offriva agli ospiti il caffè con la moka,
fatto grazie alle bombole portate sulle spalle.
Ognuno è al proprio posto, come a comporre un puzzle
di metallo, i cui pezzi sono magicamente attirati
da una calamita nei loro spazi. Autodisciplina,
comunione d'intenti, organizzazione, autonomia di
valutazione saranno elementi necessari quel giorno,
come quando si va sui monti. Capacità di relazionarsi
e gentile fermezza con chi è partito dalla città
con tanta voglia di divertirsi, deciso ad affidare
la propria giornata diversa nelle mani dei titolati
"caini", sono indispensabili.
C'è
bisogno di un battipista e di una motoslitta: pronti
quelli di Carletto che, tra l'altro, chiude al pubblico
il suo bar per farne il quartier generale per la
riconsegna delle racchette a nolo.
Preziosa,
nel 2006, la collaborazione degli studenti dell'Accademia
dell'Immagine per la realizzazione di un dvd.
Nuovo,
nel 2008, l'incarico a Luca, di curare le pubbliche
relazioni, quelle sostanziali e concrete, che rendono
possibile la manifestazione.
Dai
100 partecipanti della prima edizione, quella del
2005, si è giunti alle oltre 500 persone del 2008
sul classico itinerario di Lago Racollo, passando
attraverso le 200 persone del 2006 e scontando un
2007 decisamente poco alleato e senza neve, quando,
comunque, lasciate le ciaspole alla partenza, per
50 appassionati si è risolto tutto in una splendida
escursione da Lago Racollo ai Ruderi di Santa Maria
del Monte, seguita da pasta e bruschette nei locali
della scuola di S. Stefano.
Concerti,
come quello dell'Officina Musicale Italiana diretta
dal Maestro Orazio Tuccella nel 2006 a S. Stefano,
o quello della Banda dei Briganti o del Coro della
Portella; convegni, proiezione di film di montagna,
mostre di fotografia, mostre culturali in tema,
come quella del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna
a L'Aquila e a S. Stefano nel 2005; o di pittura
e di scultura, come quella di Silvio Cortellini
del 2008 a S. Stefano, fanno da cornice, fin dalla
prima edizione, alla manifestazione, siglata ogni
anno dalla consegna del riconoscimento "Racchette
in Gran Sasso" a chi si è distinto per attività
di solidarietà o educative.
Quest'anno
arriva la chiamata dalla Val di Non: l'omino stella
alpina, marchio che vanta già un tentativo di imitazione,
sgusciato fuori dalla fantasia del grafico professionista
Duilio Chilante, entra nel circuito nazionale, pronto
a dare il giusto lustro a Jack London, lo scrittore
dell'epopea del Grande Nord, cui l'edizione del
prossimo febbraio 2009 sarà dedicata.
La
macchina è già in moto da tempo e irradia energia
ed entusiasmo tali da contagiare anche i più irriducibili
scettici pantofolai: in fondo le ciaspole sono delle
grandi comode pantofole con le quali "ciabattare"
senza timore di contravvenire ai princìpi di buona
educazione. La mamma non potrà dire quel giorno
la classica frase "alza i piedi quando cammini,
altrimenti fai rumore!".
Sotto i piedi, anzi, sotto le ciaspole, soltanto
morbida, bianca, fresca e profumata neve. Sotto
la neve il paesaggio schietto e semplice di sempre
che aspetta il disgelo per tornare ad essere ancora
protagonista, diversamente vestito.
Sopra
i piedi un corpo più sano ed ossigenato, felice
di essersi divertito. Dentro il corpo un'anima gioiosa
e leggera.
Intorno
la vita che ci sorride, orgogliosa perché abbiamo
capito come viverla.
AR
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